COVID 19 – L’UNIONE EUROPEA RISPONDE?

Viviamo una crisi senza precedenti. Che obbliga più di un miliardo di persone all’isolamento. Che mette a serio rischio la vita di una generazione, la tenuta dei sistemi sanitari nazionali e dell’economia mondiale.

Una crisi globale ed eccezionale richiede misure globali ed eccezionali. Chi può e deve intervenire?

Si guarda giustamente all`Europa ma non tutte le misure e le soluzioni possibili ricadono nei compiti che gli Stati membri dell’Unione hanno attribuito all’Unione europea. Specie per quanto riguarda l`emergenza sanitaria, sono gli Stati e le loro autorità regionali che prendono le misure necessarie per le differenti realtà nazionali e locali. Ma gli Stati membri non hanno le capacità di fare fronte alla crisi da soli. Semplicemente non ne hanno i mezzi.

L’Unione è intervenuta ed interviene con misure di portata generale ed a sostegno dell’interesse generale, nei limiti dei poteri ad essa conferiti dagli Stati fondatori.

L’Europa non sta a guardare. Sta reagendo all’emergenza mettendo sul tavolo misure di portata eccezionale e mai adottate in precedenza, nell’interesse generale, di tutti gli Stati membri, di tutti i cittadini. Come? Sostanzialmente in due modi:

a) esercitando tutte le competenze che gli Stati hanno attribuito all’Unione su economia ed Euro, finanziamenti, funzionamento del mercato interno e gestione delle frontiere esterne ed interne dell’Unione;

b) coordinando, supportando o cofinanziando l’azione degli Stati membri e delle autorità nazionali sul campo, per scongiurare la paralisi, per sostenere sanità, lavoro, imprese, ricerca e servizi pubblici essenziali.

Nessuno era veramente preparato o poteva prevedere. E nessuno può essere considerato responsabile. È ora di mettere da parte egoismo, opportunismo e strumentalizzazioni, dei governi e della politica in generale. Pensiamo, piuttosto, ad unire le forze di chi si vuole rendere utile, per il bene comune, in ogni ambito.

Il Covid 19 impone la distanza tra gli individui. I popoli europei possono solo rispondere con l’unità e la solidarietà. Anche a crisi finita, bisognerà continuare a lavorare in modo costruttivo per trovare soluzioni globali a problemi globali.

L’Unione e i suoi Stati membri dovranno fare di più e meglio. E il progetto europeo sarà più necessario che mai per “il dopo”. Lo è stato per risorgere dalle macerie della seconda guerra mondiale e portare 60 anni di pace, benessere e sviluppo economico. Lo è ora per risorgere dalle macerie del Covid 19, attenuare il caos e assicurare la tenuta e la ripresa sociale ed economica del nostro Continente.

Le 11 principali misure adottate o in corso di adozione dall’UE ad oggi

A. SOSTEGNO DELLA ZONA EURO E DELL’ECONOMIA

1. Sospensione del Patto di Stabilità e Crescita (PSC)

La Commissione europea ha proposto l’attivazione della clausola di salvaguardia per sospendere il Patto di Stabilità e Crescita (PSC). I Ministri dell’Economia e delle Finanze dell‘UE hanno approvato senza riserve la proposta della Commissione. La misura serve a permettere a tutti i governi di iniettare soldi nelle economie nazionali finché necessario, discostandosi dagli obblighi di bilancio che normalmente si applicherebbero in forza del quadro di bilancio europeo, ma tenendo in piedi il sistema che si regge sulla protezione che deriva a livello internazionale dalla moneta unica. Per saperne di più: https://ec.europa.eu/commiss…/presscorner/detail/…/ip_20_499 https://www.consilium.europa.eu/…/statement-of-eu-minister…/

2. Banca Centrale Europea (BCE): acquisti di titoli

Il Board della BCE ha deciso un nuovo piano di acquisto di titoli di Stato (debito pubblico) e titoli emessi dalle imprese per 750 miliardi di Euro nel 2020. Con il programma di acquisto iniziale di 250 miliardi di euro/anno, quello annunciato settimana scorsa da 120 miliardi/anno e quest’ultimo, siamo a 1120 miliardi di acquisti di cui un totale di circa 155 per l’Italia sul 2020. A complemento della sospensione del PSC, queste misure (definita “Quantitative Easing”) servono come primo sostegno alla contrazione del PIL ed all’aumento del debito pubblico che sarà necessario per sostenere la spesa pubblica a livello nazionale.

Per saperne di più: https://www.ecb.europa.eu/…/ecb.pr200318_1~3949d6f266.en.ht…

3. Deroghe temporanee alle regole in materia di aiuti di Stato.

Le regole europee sul controllo sugli aiuti di Stato servono ad evitare distorsioni di concorrenza tra gli Stati membri in circostanze normali. La Commissione europea ha adottato un quadro temporaneo di deroghe per consentire agli Stati membri di garantire che le imprese di tutti i tipi dispongano di liquidità sufficiente e di preservare la continuità dell’attività economica durante e dopo l’epidemia, attraverso i) sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali selettive e acconti; ii) garanzie di Stato per prestiti bancari contratti dalle imprese; iii) prestiti pubblici agevolati alle imprese; iv) garanzie per le banche che veicolano gli aiuti di Stato all’economia reale; v) assicurazione del credito all’esportazione

a breve termine. I Governi potranno quindi dirigere l’aumento della spesa pubblica in modo anche mirato per preservare e sostenere attività ed operatori economici.

Per saperne di più: https://ec.europa.eu/commiss…/presscorner/detail/…/IP_20_496

In tale ambito, il 26 marzo la Commissione europea ha approvato le misure proposte dall’Italia, di garanzia dello Stato a sostegno di una moratoria sui debiti bancari delle piccole e medie imprese (PMI). Le misure concernono il rinvio dei rimborsi dei prestiti sotto forma di scoperti di conto, anticipi bancari, prestiti “bullet” con rimborso integrale alla scadenza, mutui ipotecari e leasing. Scopo delle misure approvate è alleviare temporaneamente l’onere finanziario che pesa sulle PMI colpite duramente dagli effetti economici dell’emergenza, nonché mettere liquidità a loro disposizione per aiutarle a preservare i posti di lavoro e a proseguire l’attività nonostante la difficile situazione.
Per saperne di più: https://ec.europa.eu/commiss…/presscorner/detail/…/IP_20_530

B. FINANZIAMENTI E RICERCA

4. Finanziamenti dai Fondi europei

Il denaro di cui l’UE dispone e che può redistribuire negli Stati membri a chi persegue gli obiettivi fissati dall’Unione, dipende, in buona sostanza, dal contributo degli stessi Stati membri al bilancio dell’Unione. In base a quanto già messo a disposizione per il periodo 2013/2020, l’UE sta ridirigendo e semplificando l’uso degli importi disponibili del Fondo europeo di sviluppo regionale e del Fondo sociale europeo per cofinanziare investimenti degli Stati membri per sistemi sanitari (acquisto di materiale sanitario e di protezione, prevenzione, e-health, macchinari sanitari come respiratori ecc.). Il Fondo regionale europeo sarà anche utilizzato per sostenere le piccole e medie imprese a sopportare lo shock economico nel breve termine, il Fondo sociale per sostenere il lavoro. Il Fondo europeo marittimo e della Pesca sarà utilizzato per sostenere i redditi dei pescatori e dell’acquacultura colpiti dalla crisi. Le autorità nazionali incaricate della gestione dei fondi UE, potranno quindi convogliare rapidamente dove necessario le risorse ancora disponibili. In sintesi, la Commissione europea permette agli Stati membri di utilizzare i fondi europei non spesi e di riconvertirli sulle esigenze derivanti dalla crisi pandemica. In condizioni normali tali fondi non spesi dagli Stati membri dovrebbero essere restituiti la bilancio UE.

Per i numeri per Stato membro, e saperne di più vedi: https://ec.europa.eu/commissi…/presscorner/…/it/qanda_20_458

5. Sostegno alla ricerca urgente su COVID 19

In stretta cooperazione con l’industria, la Commissione ha già mobilitato 140 milioni di euro in finanziamenti pubblici e privati per sostenere la ricerca urgente su prevenzione del Covid 19. Sono stati già direttamente stanziati 47,5 milioni di euro per il finanziamento di 17 progetti che coinvolgono 136 gruppi di ricerca di ogni parte dell’UE e non solo, che stanno lavorando allo sviluppo di vaccini, nuove cure, test diagnostici e sistemi medici per impedire la diffusione del virus. Per saperne di più: https://ec.europa.eu/commiss…/presscorner/detail/…/ip_20_386

C. FUNZIONAMENTO DEL MERCATO INTERNO

6. Circolazione delle merci e controlli alle frontiere interne

L’Unione ha competenze legislative sulla gestione delle frontiere interne (libera circolazione e assenza di controlli nell’area Schengen). Gli Stati membri attuano la legislazione europea e possono reintrodurre controlli alle frontiere interne, se necessari e proporzionati, in circostanze eccezionali (in caso di seria minaccia alla sicurezza interna o per problemi di ordine pubblico o per situazioni eccezionali previste, manifestazioni, eventi sportivi o politici), Nel contempo, la libera circolazione di beni e servizi, rimane il pilastro del funzionamento del mercato interno, garantendo l’esercizio di attività economiche oltre frontiera a vantaggio di tutti. Decisioni unilaterali e con modalità non coordinate sono deleterie perché, oltre a non proteggere dal virus, possono mettere a rischio, ad esempio, la circolazione di merci essenziali (beni alimentari, per sistemi sanitari ecc.). La Commissione europea ha presentato agli Stati membri delle linee guida per assicurare un approccio integrato e la protezione efficace delle frontiere rispetto ai rischi sanitari per la diffusone del virus derivanti dalla mobilità delle persone, preservando nel contempo l’integrità del mercato interno. La finalità è quella di proteggere la salute come bene primario, ma nel contempo anche i diritti dei cittadini che devono viaggiare per ragioni imperative, nonché – e soprattutto – fare in modo che beni e servizi di prima necessità possano continuare a circolare e rimangano disponibili in tutti gli Stati dell’Union nell’interesse di tutti. Le misure proposte dalla Commissione sono avallate politicamente dai Capi di Stato o di Governo, i quali dovranno assicurarne l’attuazione nei rispettivi Stati. L’Unione coordina, gli Stati devono attuare. Per saperne di più: https://ec.europa.eu/commiss…/presscorner/detail/…/ip_20_468

D. GESTIONE DELLE FRONTIERE ESTERNE

7. Restrizioni temporanee d’ingresso nell’Unione

L’Unione ha anche competenze legislative sul controllo delle frontiere esterne. Ma come per quelle interne, gli Stati devono prendere le misure di attuazione e sono responsabili per la gestione ed il controllo delle frontiere esterne. In assenza di misure che possano essere prese direttamente dall’Unione, la Commissione ha proposto agli Stati membri di introdurre, in modo coordinato e per la durata iniziale di almeno un mese, restrizioni temporanee a tutti i viaggi non essenziali verso l’Unione. Deroghe sono previste per i cittadini UE e per residenti di lunga durata nell’Unione e i membri delle loro famiglie. Anche il personale essenziale (personale sanitario, ricercatori, trasportatori di merci lavoratori transfrontalieri) può essere autorizzato a entrare nell’UE. Le misure proposte dalla Commissione sono avallate politicamente dai Capi di Stato o di Governo, i quali dovranno assicurarne l’attuazione nei rispettivi Stati. Bisogna assicurare l’applicazione delle misure a tutte le frontiere esterne. Restrizioni temporanee sono efficaci se attuate da tutti gli Stati della zona Schengen allo stesso tempo e in maniera uniforme. L’Unione coordina, gli Stati devono attuare.

Per saperne di più: https://ec.europa.eu/…/EN/COM-2020-115-F1-EN-MAIN-PART-1.PDF

E. COMMERCIO E RESTRIZIONI ALLE ESPORTAZIONI

8. Tutela della disponibilità di protezioni sanitarie nell’Unione

L’Unione ha competenze esclusive in materia di politica commerciale con Stati terzi e la Commissione europea ha il potere di prendere misure se circostanze eccezionali lo richiedono. La Commissione ha adottato misure immediate a tutela della disponibilità di forniture di dispositivi di protezione individuale all’interno dell’Unione europea (DPI), esigendo che le esportazioni di tali dispositivi al di fuori dell’Unione europea siano soggette a un’autorizzazione di esportazione da parte degli Stati membri. Questo al fine di garantire la fornitura di dispositivi di protezione individuale nell’Unione europea. I dispositivi di protezione individuale comprendono mascherine facciali, occhiali e visiere protettivi, visiere o schermi facciali, dispositivi per la protezione di naso e bocca e indumenti protettivi. All’interno dell’Unione vi è la vitale necessità di disporre di dispositivi di protezione per ospedali, pazienti, operatori del settore e autorità di protezione civile. Le autorità degli Stati membri devono assicurare l’attuazione di queste misure per garantire il fabbisogno dell’Unione. Per saperne di più: https://ec.europa.eu/commiss…/presscorner/detail/…/ip_20_469

La Commissione europea ha anche pubblicato orientamenti per garantire un approccio coordinato, a livello dell’UE, sul controllo degli investimenti esteri in un periodo di crisi per la salute pubblica e di conseguente vulnerabilità economica. L’obiettivo è preservare le imprese e le attività critiche dell’UE, in particolare in settori quali la sanità, la ricerca medica, le biotecnologie e le infrastrutture essenziali per garantire sicurezza e ordine pubblico, senza compromettere l’apertura generale dell’UE agli investimenti esteri. L’Unione coordina nell’interesse generale gli Stati attuano.
Per saperne di più: https://ec.europa.eu/commiss…/presscorner/detail/…/ip_20_528

F. PROTEZIONE CIVILE EUROPEA E ALTRE FORME DI COORDINAMENTO

9. Costituzione della prima riserva comune europea di attrezzature mediche

Uno Stato membro può richiedere l’attivazione del meccanismo di protezione civile europeo, che ha la finalità di coordinare sostegno mirato in circostanze eccezionali. L’intervento della Commissione europea, incaricata di questo coordinamento, dipende in larga misura dalle risorse e dal materiale messo a disposizione dagli Stati membri. In tale ambito la Commissione sta costituendo una scorta strategica di attrezzature mediche, tra cui ventilatori e mascherine protettive, per aiutare i paesi dell’UE nel contesto della pandemia. La Commissione finanzierà la scorta al 90 %. Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze gestirà la distribuzione delle attrezzature per garantire che siano inviate dove sono più necessarie.

Il bilancio iniziale dell’UE per la scorta ammonta a 50 milioni di euro, 40 dei quali devono essere approvati dalle autorità di bilancio. La scorta consisterà, tra le altre cose, delle seguenti attrezzature mediche i) attrezzature mediche destinate alla terapia intensiva, ad esempio ventilatori; ii) dispositivi di protezione individuale, ad esempio mascherine riutilizzabili; iii) vaccini e sostanze terapeutiche; forniture per laboratori. Per saperne di più: https://ec.europa.eu/commiss…/presscorner/detail/…/ip_20_476

10. Aggiudicazione congiunta di attrezzature mediche

L’aggiudicazione congiunta è uno strumento efficace per gli Stati membri per acquistare insieme beni sui mercati, con il coordinamento della Commissione europea.

La gara per la maggior parte delle attrezzature è stata indetta una settimana fa ed ha previsto la partecipazione di 25 Stati membri tra cui l’Italia. L’aggiudicazione congiunta riguarda mascherine di tipo 2 e 3, guanti, occhiali, schermi facciali, mascherine chirurgiche e tute. I produttori hanno presentato offerte che coprono e in alcuni casi addirittura superano i quantitativi richiesti dagli Stati membri che partecipano alla gara di appalto, per ogni singolo articolo richiesto. Gli ospedali, gli operatori sanitari, le case di cura e le persone che ne hanno bisogno negli Stati membri partecipanti avranno a disposizione i dispositivi necessari per proteggersi dal virus e limitarne la diffusione.

I dispositivi dovrebbero essere disponibili due settimane dopo la firma dei contratti da parte degli Stati membri, che dovrebbe avvenire molto rapidamente. Per saperne di più: https://ec.europa.eu/commiss…/presscorner/detail/…/ip_20_523

11. Rimpatrio dei cittadini UE da paesi extra UE.

Il meccanismo di protezione europeo ha ad oggi facilitato il rimpatrio di 1159 cittadini UE da Wuhan, Giappone, Stati Uniti e Morocco. L’Alto Rappresentante per la politica estera dell’Unione e la Commissione continuano a sostenere I cittadini europei che si trovano in paesi terzi e a facilitarne il rimpatrio.

Per saperne di più sul meccanismo di protezione civile europeo: https://ec.europa.eu/echo/what/civil-protection/mechanism_en

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